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Luciano Crepaldi

al Museo Internazionale della Calzatura

"Pietro Bertolini" di Vigevano (PV)

 

 

 

Il Castello di Vigevano e il museo della calzatura

Il Castello Sforzesco di Vigevano è un articolato complesso di edifici che occupano un’area di più di due ettari sul terrazzo naturale della Valle del Ticino nel punto più alto della città della Lomellina.
Gli Sforza si succedettero ai Visconti, da qui innumerevoli usi e “inquilini”, ma oggi i suoi grandi spazi offrono la possibilità di organizzare mostre ed eventi tanto da ospitare stabilmente il Museo Internazionale della Calzatura “Pietro Bertolini”.

Vigevano, grazie alla fama conquistata per le sue capacità imprenditoriali, è la “capitale mondiale della calzatura” e il Museo Internazionale della Calzatura “Pietro Bertolini” (MIC) rappresenta la prima ed unica istituzione pubblica in Italia dedicata alla storia e alla evoluzione della scarpa come indumento e oggetto di design e moda.


Le scarpe sonno esposte in eleganti vetrine seguendo la loro appartenenza alle sezioni in cui il museo è stato suddiviso. La prima sezione è quella storica, dove troviamo cimeli appartenuti a personaggio importanti nella storia, da Isabella d’Este a Mussolini; segue poi la sezione denominata “stile e design” dove sono raccolte le scarpe dei più celebri stilisti nazionali e internazionali che a vigevano hanno voluto produrre le loro collezioni, l’ultima sala del museo è quella dedicata infine alle svariate forme e ai differenti utilizzi della calzatura  diversamente diffusa in tutte le zone del mondo, la sala etnica.

 

 

 

Le scarpe dell’Artista Luciano Crepaldi in permanente al museo

Da qualche mese anche un’opera dell’Artista novarese Luciano Crepaldi è esposta permanentemente al MIC.

Sono anni che egli infatti sperimenta tecniche pittoriche su supporti non propriamente “classici”, tra questi anche un paio di scarpe da uomo in pelle numero 45 dove si ritrovano riconoscibilissimi gli elementi che più facilmente sono ammirabili nei suoi quadri in galleria. Sagome e siluette di donne su uno sfondo brillante che con armonia ricoprono tutta la superficie della scarpa, tacco compreso.

Un paio di calzature che indossate non potrebbero non essere notate ma allo stesso tempo portano nella loro forma e colore un grande equilibrio che le rende un elegante, seppur eccentrico, segno distintivo per chi avesse avuto la fortuna di poterle indossare.

Oro, bordeaux e nero-blu sono i colori sgargianti che ci fanno dimenticare il cuoio che, da essere il materiale in cui è plasmata la forma della scarpa, diventa supporto non di semplice vernice ma di una vera opera d’arte, per questo degna di entrare nella collezione di un museo.

Le scarpe sono nella galleria del museo e condividono la vetrina con opere dei più grandi stilisti e designers del Novecento.

Arianna Ruggerone